4° Festival del giornalismo

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Pozzallo, migranti in rivolta. 5 feriti

Ennesima rivolta al Cpsa del porto di Pozzallo. Stamattina, intorno alle 11, un gruppo di migranti ha messo in atto una protesta. A causare le tensioni, da quanto trapela, la notizia di un probabile rimpatrio. Durante la rivolta sono rimasti feriti due agenti e tre migranti. Pare che già da ieri al centro il clima fosse teso, da quanto raccontano gli agenti presenti.
Al momento sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine per individuare gli autori della protesta.
Soltanto pochi giorni fa una rivolta distrusse l’interno del centro e causò molti feriti sia tra gli agenti che tra i migranti.

Giorgio Ruta

Follia a Modica Bassa, squilibrato colpisce auto e arredo urbano

Momenti di tensione nella serata di Venerdì in pieno Centro Storico di Modica. Un uomo, dell’apparente età di 55 anni, in evidente stato di squilibrio, ha causato diversi danni nel tratto compreso tra piazza Monumento e Palazzo San Domenico. Letteralmente smantellati tergicristalli e specchietto di un’auto in sosta nei pressi dell’Atrio Comunale a cui, in un secondo momento, è stato forzato il cofano e il suo contenuto gettato sulla carreggiata.
L’uomo, continuando nella sua “folle corsa”, ha gettato in aria una pianta e due bidoni della spazzatura, causando ulteriori danni ad un secondo autoveicolo. Divelti diversi manifesti, ed un contatore elettrico, presenti negli ingressi degli uffici comunali. La Polizia, allertata dai presenti, lo ha condotto in arresto in pieno Corso Umberto.
Pare che, secondo il parere di alcuni testimoni, l’individuo abbia chiesto ripetutamente di parlare con il sindaco Antonello Buscema.

Francesco Ragusa

Pozzallo. Arrestati quattordici tunisini per la rivolta al centro di prima accoglienza

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In seguito ai disordini che, nella mattinata di ieri, hanno agitato il centro di soccorso e prima accoglienza, gli uomini della squadra mobile di Ragusa, dell’arma dei carabinieri di Modica e della guardia di finanza di Pozzallo, hanno arrestato quattordici dei cinquantasei tunisini che avevano dato origine alla rivolta.

I migranti arrestati, di età compresa tra i venti e i quarant’anni, erano sbarcati a Lampedusa la settimana scorsa, dopo aver attraversato il canale di Sicilia, ed erano stati poi trasferiti a Pozzallo.

Pare che ad innescare la rabbia degli ospiti del centro, inducendoli a scagliare “sedie, faretti, scarpe ed estintori” contro il personale delle forze dell’ordine, sia stata la voce, circolata tra loro, che sarebbero stati rimpatriati a breve.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili di resistenza e violenza verso gli agenti che svolgevano servizio di ordine pubblico presso il centro e che si sono opposti ai loro tentativi di fuga. Due poliziotti hanno riportato lievi ferite.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, inoltre, sono stati arrecati alcuni danni all’impianto di videosorveglianza, alle porte e alle vetrate interne ed esterne, ai computer e ad altro materiale informatico presente nella struttura.

I tunisini arrestati sono stati poi condotti nel carcere di Modica e in quello di Ragusa.

Daniela Sammito

Pozzallo. Rivolta al centro di prima accoglienza

foto © Francesco Ruta

Nella mattinata di oggi, cinquantasei tunisini ospiti del centro di soccorso e prima accoglienza di Pozzallo, alla scoperta che a distanza di pochi giorni sarebbero stati rimpatriati, sono saliti sul tetto della struttura, protestando e lanciando pietre.

Due poliziotti sono rimasti lievemente feriti e qualche danno è stato arrecato al centro, i cui lavori di ristrutturazione erano stati da poco completati.

Pare che tre di loro siano riusciti a fuggire.

Sul posto si sono recati gli uomini della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza, oltre al sindaco e ad alcuni consiglieri comunali.

Non sono ancora stati effettuati arresti, ma sono in corso le procedure di identificazione a tal fine necessarie.

Daniela Sammito – Francesco Ruta

Contro la soppressione del Tribunale di Modica

Il Tribunale di Modica rischia seriamente di scomparire.

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Questo comporterà danni in termini di efficienza, di allungamento dei tempi della giustizia, di economicità, senza contare la scomparsa della lunga tradizione giudiziaria modicana.
A Modica il Tribunale è stato istituito nel 1361, dopo che Federico IV d’Aragona, con decreto del 27 febbraio di quell’anno, aveva concesso a Federico Chiaramonte l’esercizio del potere giurisdizionale nella Contea di Modica, limitatamente ai giudizi di primo grado e con espressa riserva, in linea con le limitazioni imposte agli altri feudatari del regno, della giurisdizione di “appellazione” alla Magna Curia di Palermo.
Nel 2004 la sede venne spostata nel nuovo palazzo di Giustizia in piazzale Beniamino Scucces, inaugurato il 29 gennaio.
Tralasciando l’antica tradizione del Foro modicano, l’efficienza è tangibile.
Un accorpamento con il tribunale di Ragusa creerebbe non pochi disagi in termini di logistica, di tempi della Giustizia, di efficienza. Infatti, mentre a Modica ci sarebbe il nuovo palazzo di Giustizia e sarebbero messi a disposizione anche i locali dell’ex Azasi e dell’altra struttura sita nel piazzale, a Ragusa, i cui locali sono già di per sè stretti e radunati in 3 differenti strutture perché la Polizia Giudiziaria e il Giudice di Pace sono collocati in altri due palazzi, si dovrebbero affittare nuovi locali, con conseguente aumento di spesa.
Per quanto riguarda i tempi della Giustizia è chiaro che questi si allungherebbero ed i rinvii sarebbero più lunghi a causa della mole eccessiva di lavoro.
Siamo davvero sicuri che chiudere il Tribunale di Modica possa portare beneficio oltre a cancellare efficienza, storia, prestigio ed un presidio dello Stato sul territorio?
Firma anche tu contro la soppressione del Tribunale di Modica

http://www.firmiamo.it/contro-la-soppressione-del-tribunale-di-modica/

Angela Allegria

 

E’ ORO!! La vittoria di Giorgio Avola, e dell’intera città

Sempre lo stesso dal 1847, risuonato in mille e mille occasioni. Questa sera, però,  l’Inno nazionale era oggettivamente diverso. Le immagini passate fra le 20.10 e le 22.00 circa su Rai2 e Sky potevano essere fedele raffigurazione di uno dei sogni statisticamente più ricorrenti tra i Modicani.

Doveva succedere. Non era questione di “se”, ma di “quando”. Perchè tutti ne erano certi: quella medaglia olimpica per uno dei ragazzi del maestro Scarso sarebbe arrivata.
5 Agosto 2012, una data che in diversi calendari rimarrà plurisottolineata di rosso.  Per la prima volta nella storia un Modicano è riuscito a salire sul podio olimpico. Giorgio Avola è campione a Londra 2012 nel fioretto a squadre.

Una sfida al cardiopalma quella tra Italia e Giappone. Nipponici scatenati, domati solo dal talento dei ragazzi di Stefano Cerioni. Andrea Baldini, Andrea Cassarà e Giorgio Avola (Valerio Aspromonte, stavolta, in panchina), stoccata dopo stoccata, hanno portato a casa una vittoria voluta con ogni forza. 45 a 39 il risultato finale.
Lezioni di scherma da Giorgio Avola che, nei tre parziali, ha ottenuto due 4-4 e un 5-4.

E’ una sera storica per Modica, per Giorgio Avola, e per l’orgoglio di una città: la Conad Scherma Modica. Il sigillo che corona decenni di onorata presenza ai più alti livelli dello sport. E’ la vittoria del maestro Giorgio Scarso, il papà di questa straordinaria creatura. L’uomo che ha “regalato” la scherma a Modica. Chi è riuscito ad avvicinare uno sport non proprio così “diffuso” (in una nazione troppo e troppo vicina al calcio) alla città. Uno sport neppure troppo “economico”. Professionalità, sensibilità, dedizione, amore per i suoi allievi. Capace di farsi in quattro per poter dare a chiunque la possibilità di intraprendere questa strada, anche contribuendo economicamente per l’acquisto delle costose attrezzature.
E’ la vittoria di Eugenio Migliore. Allenatore di Giorgio Avola. Dietro le quinte, quasi da attore non protagonista. E’ riuscito a far crescere Giorgio per portarlo ai gradini più alti del fioretto mondiale. E’ la vittoria dell’intera società.
E’ la vittoria, soprattutto, di Giorgio Avola. Ventitreenne figlio della città. Anni di sacrifici coronati dalla vittoria più importante, quella sognata da ogni atleta.

Lungi da qui l’oggettività propria del giornalismo. Almeno stasera. L’emozione continua, anche nella stesura di questo pezzo. C’è chi sogna di vincere, ma anche chi sognava da tempo di scrivere di questo trionfo. Modica, forse come non mai, stasera ha trattenuto il respiro. Per il Giappone avanti di quelle tre stoccate, per la paura di vedere volar via quell’oro così vicino. E poi, alla fine, l’infinito urlo di gioia. Per la vittoria di Giorgio che ognuno di noi, però, ha sentito un po’ propria. I ragazzi della Conad Scherma Modica, trepidanti, hanno seguito con gli occhi sbarrati ogni singolo istante della sfida ma anche le signore, di passaggio in una gremita piazza Mediterraneo a Marina di Modica, che per lunghissimi minuti non hanno tolto gli occhi dal maxischermo predisposto (http://www.ilclandestino.info/spacer.gif) per l’occasione.

Lo sguardo fisso, la maschera, gli avversari tenuti a bada, le ultime stoccate , il tripudio in pedana, quell’inno nazionale urlato dal nostro Giorgio, quasi nascosto dal gigante Baldini. Immagini che rimarranno per sempre lì, nel cassetto dei ricordi migliori.

Giorgio Napolitano ha già chiesto di tirar fuori il comunicato “Viva gioia e vibrante soddisfazione”, Antonello Buscema non si è ancora pronunciato. Piero Torchi, però, si è quasi intestato la vittoria: “5 anni fa, davanti a tutti gli atleti e tecnici della Scherma Modica, nel consegnare il nuovo Palascherma, unico impianto del genere nel meridione, prevedemmo che un giorno Modica avrebbe avuto, per mano di uno schermidore, la sua medaglia olimpica. Oggi quel momento è arrivato grazie a Giorgio Avola ed a quanti con lui e prima di lui hanno fatto la storia della scherma a Modica. Una storia di passione, sacrifici e coraggio. Ieri lo abbiamo immaginato, oggi si è avverato!”

Suvvia però, non è tempo di polemiche. Non si corra il rischio di trasformare un trionfo olimpico in materia da campagna elettorale.

Modica, stasera, non può che andare a dormire col sorriso stampato in viso. Giorgio Avola porterà a casa una medaglia, la medaglia più bella. Modica potrà fregiarsi di un successo senza pari.

Francesco Ragusa

 

Giorgio Avola: è finale! Per Modica la prima medaglia olimpica della storia

Il fioretto maschile c’è! Dopo i deludenti risultati della prova singola per i quattro di Stefano Cerioni è arrivato l’accesso alla finale della prova a squadre.
Dopo una semifinale senza storia, chiusa sul 45-24 contro gli Usa, Stefano Baldini, Andrea Cassarà, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola hanno la matematica certezza di poter indossare al loro collo una medaglia. Stasera alle 20.15 la finale contro il Giappone.
Giorgio Avola ha fatto il suo esordio olimpico all’ExCel South Arena di Londra proprio in semifinale, sostituendo Valerio Aspromonte. Per lo schermidore modicano i parziali di 5-1, 5-2 e 5-2.

Un momento storico per la Conad Scherma Modica e per l’intera città. Sforzi, sacrifici e dedizione consacrati da una straordinaria medaglia olimpica. E adesso è solo questione di definire il metallo prezioso.

 

Francesco Ragusa

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Modica, 5 arresti per truffa

Foto Francesco Ruta

Avrebbero realizzato 9 truffe da magliaia e migliaia di euro. Alle prime luci dell’alba i Finanzieri della Tenenza di Modica hanno notificato gli arresti domiciliari nei confronti di cinque persone: Giovanni Conti, Carmelo Nobile, Cristina Conti, Lisa Persiani, Maria Campo. L’accusa, formulata dal Procuratore Francesco Puleio, è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e truffe continuate.

Le indagini, partite circa un anno fa, dirette dal tenente Angelo Dumo, hanno scoperto una serie di truffe immobiliari iniziata nel 2006. Gli arrestati, attraverso diverse società e prestanomi, avrebbero acquistato immobili i quali venivano pagati con assegni falsi e, invece, avrebbero venduto immobili incassando i soldi degli acquirenti ma senza completare i lavori.

«È stata un’indagine complessa in cui abbiamo puntato tutta la nostra attenzione sui mezzi di pagamento. Ci avevamo visto bene» dichiara Dumo.

Tra gli illeciti contestati anche una truffa nell’acquisto delle quote di una società che gestiva il Koala. Il sistema è stato lo stesso: avrebbero acquistato quote dell’azienda dando in cambio garanzie false.

Le indagini, secondo indiscrezioni, pare siano state aiutate da alcune persone interne alle società degli arrestati che avrebbero raccontato tutto il meccanismo.

Il Procuratore Puleio si dice soddisfatto dell’operato: «Abbiamo fermato un meccanismo che truffava piccoli risparmiatori che non potevano rifarsi sul capitale dei truffatori».

Le indagini continueranno seguendo il filone tributario garantisce il colonnello delle fiamme gialle Francesco Fallica.

 

Francesco Ruta – Giorgio Ruta

Sbarramento antimafia, l’Ars dice no. Minardo e Leontini chiedono il voto segreto

L’Assemblea Regionale Siciliana ha clamorosamente bocciato, con 39 voti contrari su 72, l’emendamento sullo “sbarramento antimafia” presentato da Speziale, presidente della Commissione Antimafia all’Ars, Cracolici e Lupo.

L’emendamento al ddl blocca-nomine prevedeva il divieto di conferimento di incarichi di qualunque genere, presso la Regione o enti e società da essa controllati, ai condannati o rinviati a giudizio per reati tra cui mafia, concussione, corruzione.

L’Ars, su richiesta di  Minardo (Mpa), Leontini, Mancuso, Caputo (Pdl), Maira, Cordaro, Cascio (Pid), Greco (Mps), ha votato in maniera segreta. Uno dei metodi più comuni per lanciare il sasso e nascondere la mano. Gesto ancora più “significativo” ad appena 24 ore dalle commemorazioni nel ricordo di Paolo Borsellino.

Francesco Ragusa

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