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«Pozzallo è una pentola a pressione. I diritti non vengono rispettati»
«Pozzallo è una pentola a pressione. I diritti non vengono rispettati». Questo è il pensiero del Prof. Fulvio Vassallo Paleologo, docente di Diritto dell’asilo dell’Università di Palermo e membro dall’Asgi, associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.
La rivolta scoppiata nella struttura del porto di Pozzallo tra domenica e lunedì è da inserire in un contesto ben preciso in cui i diritti sono calpestati.
«Il centro di Pozzallo è un Cpsa è i migranti possono starci soltanto pochi giorni, poi devono essere trasferiti. A Pozzallo – continua il professore – c’è una situazione di illegalità: ai migranti non viene data la possibilità di contattare avvocati. Le associazioni convenzionate non hanno accesso e tutto questo sarebbe accettabile se la permanenza fosse di un massimo di 96 ore ma qui ci sono persone che stanno settimane». E secondo le notizie che il professore ha da Pozzallo non arriva nessuna richiesta di asilo.
Per Vassallo Paleologo a Pozzallo, così come negli altri centri sparsi per l’Italia, si va contro i regolamenti comunitari: «Si viola il regolamento di Schengenche prevede una notifica del respingimento e la possibilità dell’interessato di fare ricorso. Tutto questo non avviene. Ed è grave per un paese che si vorrebbe definire democratico. Un altro tipo di respingimento può avvenire direttamente all’aeroporto o alla frontiera rispettando le regole ma non rinchiudendo per settimane persone senza garanzie. Si va contro anche la legge italiana che prevede che una persona può essere trattenuta per 48 ore dopo queste un magistrato deve convalidare entro altrettante 48 ore il fermo».
Le osservazioni del professore delineano la situazione in cui nascono i tentativi di fuga e le rivolte. All’interno dei centri ci sono persone senza garanzie e con la paura di un rimpatrio. Il viaggio infernale, i soldi spesi le speranze potrebbero bruciarsi su un areo direzione Africa. La tensione cresce facilmente
Per il membro dell’Asgi casi come quello di lunedì non sono nuovi: «A Pozzallo sono scoppiate rivolte ieri e stanno scoppiando oggi, così come non si rispettavano i diritti ieri e non lo si fa neanche oggi. Ma questa è una situazione generale in Italia perchè è una tendenza decisa a Roma e non a Ragusa».
Giorgio Ruta








