Seconda giornata di proteste in Sicilia, accoltellamento a Lentini

Prosegue praticamente senza tregua la mobilitazione di “Forza d’Urto”.

Riconfermati i blocchi che sin dalla mezzanotte di Lunedì sono comparsi nei punti nevralgici della rete stradale siciliana. Sono migliaia gli autotrasportatori e gli agricoltori che hanno scelto di passare la notte (tra l’altro gelida) sulle strade, non abbandonando i presidi.

Non pochi i disagi per i cittadini dell’isola che si sono trovati a fronteggiare lunghe code, benzina in esaurimento quasi ovunque e scaffali dei supermercati vuoti in molte città.

Non smettono di giungere segnalazioni su minacce degli organizzatori ai danni di autotrasportatori e semplici negozianti per farli aderire alla protesta. Tensione alle stelle, a Lentini un ambulante ha accoltellato un appartenente ad un gruppo di manifestanti che gli aveva impedito di allestire le sue bancarelle.

 

2 Responses to Seconda giornata di proteste in Sicilia, accoltellamento a Lentini

  1. pietro scrive:

    in sicilia non importa a nessuno dei politici di quello che sta succedendo dei disaggi lavorativi e familiari che fanno finta di nonn sapere.

  2. nino scrive:

    Le ragioni profonde della protesta sono da sostenere. La questione del cibo rubato o lasciato marcire in campagna, perchè i prezzi sono troppo bassi, è alla base della crisi che attanaglia la Sicilia e molte parti del mondo. Il coinvolgimento della popolazione alle motivazioni della lotta è d’altra parte una questione fondamentale. Un coinvolgimento che non può essere obbligato ma liberamente scelto. La questione chiave è la solidarietà tra i diversi settori della lotta e con le persone dei paesi e delle città. I contenuti non si possono separare dai metodi. Personalmente, sono stato parte di tante mobilitazioni e proteste anche dure in Sicilia, la più imporatnte di tutte quella degli “ABUSIVI PER NECESSITA’” dell’83-86. Oggi non sono presente in Sicilia e non posso vivere dall’interno questa lotta come vorrei. Vorrei conoscere i protagonisti e sapere quello che pensano oltre al prezzo del carburante e a quello dei prodotti agricoli. Come si immaginano il futuro e come si può pensare di costruirlo insieme, liberandosi dal razzismo, dallo sfruttamento esasperato dei nostri fratelli e delle nostre sorelle immigrate nelle campagne e nelle città. Combattendo la politica con la solidarietà. Piazza Taharir, in Egitto, c’è l’ha insegnato: per cambiare bisogna costruire solidarietà contro lo Stato, per la vita contro le logiche di morte. E’ sui valori e i contenuti di fondo che si verificano gli amici o i nemici di una lotta. Certo, è alquanto preoccupante che forze razziste e già alleate dei governi che hanno prodotto questa situazione come l’MPA o il Grande Sud e ancor peggio i fascisti trovino accoglienzo o solo spazio in questa mobilitazione.
    - Sostegno alle rivendicazioni dei coltivatori, dei braccianti, dei trasportatori, dei pescatori e di tutta la gente comune!
    -No ai violenti nel movimento!
    Costruire solidarietà per migliorare la vita, per contrastare gli egoismi individuali o di corporazione e vincere davvero.
    Un abbraccio a quanti sono sinceramente in lotta per migliorare la vita nella mia amata Sicilia.
    Nino S.

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