A Modica e Ragusa arriva il digitale terrestre. Ecco come sopravvivere

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L’antennone (uno dei simboli “laici” di Modica), dal cocuzzolo della collina di Monserrato, ha irradiato per decenni il cielo della città con le frequenze televisive analogiche. Frequenze che hanno portato dentro i televisori modicani un pezzo di storia moderna. La luna, toccata con mano. E poi le guerre, i Mondiali, i grandi show del Sabato sera. Mina e Ligabue, Tortora e Bonolis. Ma anche Carpentieri e Cannata. Una sfilza di Papi, e le cronache di “papi” (ndr. Berlusconi). Olimpiadi, Live 8, e la Madonna Vasa Vasa. Bush contro Al Gore, Torchi contro Buscema. Ma è finita da qualche ora l’era dell’analogico. E’ arrivato il momento dello switch off. O, più romanticamente, un tecnico autorizzato ha abbassato un interruttore un interruttore dell’antenna di Monserrato. (No, purtroppo no. Non ci sarà comunque verso di liberarsi della D’Urso e di Studio Aperto). E da oggi è digitale terrestre, solo digitale terrestre. La televisione, per come la si intende, è cambiata in maniera sostanziale allargando i suoi confini.

La nuova tecnologia, cui Modica si è accostata, ci porterà una maggiore qualità di audio/video e un maggior numero di canali. E poi la possibilità dell’alta definizione, e dell’interattività.

Una tv che non sarà più generalista ma che si aprirà ai canali tematici. Non più le sole “classiche emittenti, ma anche una sfilza di nuovi canali adatti per tutti i gusti: sport, cinema, cultura, documentari, viaggi, informazione, cucina. E anche porno. Programmi gratuti per la maggior parte, ma con la possibilità di contenuti premium. E’ il caso di Mediaset che nei suoi canali del digitale terrestre offre, dietro pagamento di cospicui abbonamenti mensili, calcio e cinema.

Cambia anche la galassia legata alle emittenti locali: ad ognuno degli attuali canali corrisponderanno, addirittura, quattro nuovi canali. Canali che, con ogni probabilità, si “specializzeranno” seguendo (in maniera monotematica) le cronache di ognuno dei comuni della provincia. Spazi praticamente in eccesso per la maggior parte degli operatori, spazi negati per altri (il caso di Telejato di Pino Maniaci).

E da ora sarà ancora di più una corsa al decoder. Le normali televisioni, acquistate più di 6 anni fa, non vanno più bene. Quantomeno da sole. E’ necessario comprare un’apposita “scatola nera” in grado di ricevere i nuovi canali. I negozi della grande distribuzione e i supermercati sono già pronti: diversi i modelli, a partire dai 10/15 euro per quelli standard. Per non parlare, poi, degli antennisti,. Il digitale terrestre, dal punto di vista tecnico, si rivela assai pretenzioso. Non è più sufficiente un qualsiasi impianto televisivo, serve un impianto televisivo praticamente perfetto. Con fili nuovi, senza dispersioni, e con la giusta antenna. Praticamente inservibili impianti più vecchi di dieci anni (e potrebbero rivelarsi problemi anche per quelli più nuovi). Addio ai canali “disturbati”, alle vecchie schermate bianco/grigie di interferenza. Quasi ipnotiche. La nuova tecnologia sarà radicale: o una visione perfetta, o il nulla.

Il digitale terrestre, quasi come ogni cosa nel nostro paese, è diventato terreno dello scontro politico.

Polemiche già anni fa (nel 2004) quando il Governo Berlusconi elargì incentivi statali per l’acquisto dei decoder. Come se lo stesso Berlusconi non fosse un magnate televisivo. L’Unione Europea, a più riprese, ha condannato Mediaset al rimborso (con tanto di interessi) di quei contributi. Oltre 220 milioni di euro.

E poi, questione quasi dei giorni nostri, quella del beauty contest. Una serie di frequenze del digitale terrestre ancora libere che, a detta dell’ex maggioranza di governo, dovevano essere assegnate in maniera gratuita agli operatori più “solidi” e in grado di utilizzarle al meglio. Chi ne avrebbe goduto? La “solita” Mediaset. Monti, che talvolta è apparso “minacciato” da Berlusconi sul tema, ha comunque deciso di far saltare il beauty contest e di indire una giusta asta. Che porterebbe nelle casse vuote dello Stato più di un miliardo di euro. Mica briciole.

Ma, polemiche a parte, è definitivamente tempo di digitale terrestre.
Nell’etere della provincia di Ragusa, già da questa notte, viaggiano nuovi segnali. Tanti nuovi canali che attendono solo di essere sintonizzati. Già, la sintonizzazione. E’ importante, se ancora non lo si è fatto nelle ultime ore, risintonizzare i canali per poter usufruire in pieno del digitale terrestre. Ancora possibili problemi con Mediaset e Rai. Se a non vedersi sono anche tutti gli altri canali, o buona parte di essi, la telefonata all’antennista diventa quasi necessaria.

Nuova numerazione dei canali, ecco le reti locali: Antenna Sicilia (10), Video Mediterraneo (11), Telecolor (12), Trm (13), Telenova (14), Tgs (15), Video Regione (16), Video Uno (74), Blu (98), Tele Iblea (110), Mediterraneo 2 (274), E20 (293).

 

Francesco Ragusa

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