La censura e la fuga: Peppe Drago scappa da Facebook

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E’ durata solamente poco più di 72 ore la presenza di Peppe Drago su Facebook. Il leader del Pid, candidato per Cantiere Popolare, aveva deciso lo scorso Giovedì di tentare la “strada Facebook” per dare un taglio diverso rispetto al solito alla sua campagna elettorale. Drago, però, non ha fatto i conti col web che, a differenza delle classiche “convention”, pone la comunicazione politica in un doppio binario: non solo “orazioni” ma anche feedback da parte degli utenti. Tutto ciò ha scombussolato i piani dell’entourage del candidato che non ha resistito alle critiche della rete e ha deciso per la chiusura della pagina.

Tutto è iniziato così:

Drago, o chi per lui, ha inaugurato la pagina con questo post contenente la prima “gaffe”: rispunta “L’umiltà di sempre”, slogan già messo in campo da qualche settimana da Riccardo Minardo. Una “giustificazione” apparentemente assai gettonata in questa campagna elettorale.

Sin dal primo momento vi era la possibilità di pubblicare propri contenuti sulla pagina. Qualcuno, assai vicino a Drago, ne inserisce la biografia (tratta da Wikipedia):

Tralasciando, però, la parte relativa alle condanne.

Ci pensa un altro utente, ma il suo post ha vita breve:

Parte da qui la “macchina della censura”. Non è più possibile pubblicare qualcosa sulla pagina.

La comunicazione politica su Facebook, negli ultimi tempi, è stata oggetto di ampie discussioni. I maggiori politici (anzi no, i politici più ragionevoli) si sono “dotati” di uno staff capace di gestire pagine Facebook, moderarle ma soprattutto di rispondere alle critiche sfruttando le capacità del web 2.0 a proprio vantaggio.

Non c’è nulla di ciò dalle parti di Peppe Drago. Lo staff, probabilmente, si aspettava una serie di commenti positivi e di “Mi piace”:

I fan non mancavano. Ma, da lì a poco, sarebbero arrivati i primi commenti non proprio positivi:

Come gestirli? Via con la censura!

(Svarione corretto subito dopo).

Ok, qualche commento era proprio da censurare. Senza “incoraggiamenti” o auguri per Drago, però, qualsiasi altro contributo avrebbe avuto vita breve sulla pagina. Anche senza nulla di offensivo.

Intanto, però, lo staff di Drago continua ad invitare nuova gente sulla pagina investendo, contemporaneamente ed economicamente, sugli annunci a pagamento di Facebook:

 

La censura dilaga, e il malcontento si fa sentire:

E’ il panico. La censura non basta più.
Drago non regge il confronto col web, arriva la decisione: la pagina deve essere chiusa.

Qualcuno, dopo aver ricordato le doti politiche del “Pulcino Pio”, aveva dato questo consiglio. Preso alla lettera:

Oggi non c’è più traccia di Peppe Drago su Facebook.

Ed è un secco 3-0 per la rete nei confronti di un Drago che, a questo punto, non può far altro che incassare la sconfitta e ritornare verso la “classica” campagna. Quella delle telefonate e delle convention, quella capace di porre intorno solo gente sorridente che annuisce. Muta.

5 Responses to La censura e la fuga: Peppe Drago scappa da Facebook

  1. DANIELE IACONO scrive:

    ottima cronaca

  2. [...] La censura e la fuga: Peppe Drago scappa da Facebook dai il web funziona, anche FB! ::: Il Clandestino [...]

  3. roberto anzalone scrive:

    E’ finita l’era in cui i Tirannosauri faceevano da padroni con le tv e le trasmissioni preparate. Adesso la democrazia del Web puo’ finalmente permettere a chiunque di dire la sua.
    Battiamoci per la democrazia partecipata, tutti insieme per decidere ogni cosa che tocchi la nostra vita.
    Aiutateci ad aiutarvi.
    Noi del Movimento 5 Stelle ci battiamo con Voi e per Voi.

  4. Antonio Messina scrive:

    Mi pare evidente il potere della rete. Questi signori come Drago, come Minardo hanno fondato il loro potere sull’incapacità della gente di unirsi, basato su un sistema clientelare, tu mi voti e io ti do intanto un posto in cooperativa, tanto paga il comune, cioè la collettività, cioè tutti, cioè alla fine anche tu. Devi anche dirgli grazie perché ti ha trovato un posto di lavoro, mica vorrai sputare sul piatto dove mangi. Ma per fortuna c’è il web, consente alle persone di mettere insieme i loro pensieri, permette alla gente di interagire, loro non sono abituati ad interagire o cmq sono abituati a interagire a modo loro, sono abituati a sparare una cazzata qualsiasi e sentirsi gli applausi, senza critiche, senza possibilità di intervento, io parlo e voi potete solo ascoltarmi. Ecco la gente ha scoperto che può essere libera, che gliele può mandare a dire, che non esiste gente che risolve i problemi tuoi o di tutti se non ci stai con il fiato sul collo. Una volta sentì dire che una risata seppellirà questa classe politica becera, retrivia, ladra, ecco forse questo giorno è arrivato. :) Grazie Popolo di Fb per le emozioni provate :D

  5. Antonio Messina scrive:

    Ps: Popolo di Fb siete Mitici

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